Angelo Bonelli, leader di Avs, lei ha lanciato la proposta di un federatore del centrosinistra per evitare le primarie . «Penso che oggi le primarie, invece di creare convergenze, amplifichino le differenze. La mia proposta nasce da una profonda preoccupazione, potrebbe riproporsi uno scenario pericolosissimo, la destra che vince ancora. E questo non sarebbe un problema soltanto per l’Italia, ma per l’intera Europa. Vediamo in Francia e in Germania l’avanzata dell’ultradestra. Una nuova vittoria della destra italiana contribuirebbe alla disgregazione dell’Europa, che è quello che vogliono sia Trump che Putin». Il federatore come dovrebbe traghettare il Campo largo verso la vittoria? «Pensavo che si potesse raggiungere una sintesi alta, per superare la contrapposizione sulla leadership. Ma l’appello, a quanto pare, è caduto nel vuoto. Prendo atto che il Pd intende andare avanti con le primarie. A questo punto è inutile continuare a parlare di federatore. Io avevo lanciato la proposta e la rilancio oggi attraverso il Corriere, ma non vedo segnali positivi». Aveva in mente qualche nome? «So che sono stati fatti tanti nomi ma credo che non abbia senso fare nomi se non c’è accordo su questa proposta. Prima ci dovrebbe essere un’intesa politica». Quindi niente federatore e avanti con le primarie? «Avanti coi programmi. Non possiamo permetterci altri cinque anni di una destra che smantella la Costituzione e mette in discussione i diritti civili, sociali e ambientali». Teme che Meloni cerchi un rapporto con Vannacci? «Meloni insegue Vannacci e questa è una cosa gravissima. Prendi la proposta di vietare il burqa a scuola. Innanzitutto non risultano ragazzine a scuola con il burqa in Italia. Ma se anche ce ne fossero, significherebbe rispedire una bambina dentro una famiglia di tradizioni talebane. Il tetto agli stranieri poi è solo propaganda». Su quali punti il Campo largo potrebbe convergere? «Per Avs ci sono almeno tre questioni su cui il Campo largo può ritrovarsi. La prima è cancellare l’accordo sul 5 per cento del Pil per le spese militari fino al 2035. Stiamo parlando di centinaia di miliardi che vogliamo destinare al Paese: sanità, scuola, transizione ecologica ed energetica, per ridurre il costo dell’energia. Seconda questione: il reddito dei giovani, che lasciano l’Italia perché non hanno prospettive. C’è poi il tema ambientale, ignorato e anzi negato da questo governo. Meloni è una “climafreghista”». E l’Ucraina? «Dopo 4 anni di guerra criminale di Putin bisogna prendere atto che l’opzione militare provocherà solo altre vittime. Aiutare l’Ucraina sì ma segnando una discontinuità, investendo nella ricostruzione. L’Ue deve cambiare postura. Trovo incredibile che non abbia ancora nominato il suo inviato-negoziatore. Quanto a Meloni, preferisce andare alla cena di gala della sfilata di moda a Milano piuttosto che recarsi all’Onu nel momento in cui c’è una crisi globale legata alla guerra, il caro energia, con conseguenze drammatiche per l’Italia».