Stefano Bonaccini, da oggi ogni momento è buono per aprire il tavolo del programma , che aspettate? «Si, è il momento di partire a costruire l’alternativa, poche e chiare proposte per fare uscire l’Italia dal declino economico e sociale a cui ci sta condannando il governo Meloni. Il Paese sta molto peggio rispetto a quattro anni fa: meno investimenti, meno crescita, meno redditi e meno sicurezza. Le uniche cose cresciute sono le bollette energetiche, la benzina e le liste d’attesa per curarsi». Il M5S ha votato il suo programma , ma il Pd non lo ha ancora presentato… «Il Pd ha elaborato proposte in materia di energia e sanità, di casa e di lavoro. Potrei continuare: metteremo sul tavolo i nostri contenuti e li confronteremo con quelli degli altri. Ma questo è il tempo di unire le proposte su pochi punti importanti e chiari, che diano il senso di una svolta profonda per tornare a crescere e ridare fiducia agli italiani». Sull’Ucraina troverete un’ambigua formula lessicale dove scompare il termine militare? «Questa è un’obiezione che capirei se fosse fatta alla destra, dove Salvini tifa Putin e Meloni invia armi. Per tacere, nel caso, di Vannacci. Nel centrosinistra nessuno spalleggia la Russia, tutti riconoscono che c’è un aggressore e c’è un aggredito, tutti pensano che occorra sostenere l’Ucraina e che serva aprire una forte iniziativa diplomatica, perché non sarà l’ultima bomba che cade a portare la pace. Avremo anche dei distinguo sulle forme di sostegno, ma nessuno lavora per la Russia ». Andando in casa altrui. Cosa pensa della stretta di Giorgia Meloni sugli studenti stranieri? «Penso che Meloni faccia propaganda sulle spalle dei Comuni e delle scuole e faccia demagogia sulla pelle dei bambini e delle famiglie. In molte scuole esiste un problema di integrazione: lo si affronta investendo sui servizi di inclusione, di mediazione, di alfabetizzazione. E il governo cosa fa, invece? Toglie risorse alla scuola e ai Comuni, salvo poi fissare regole inapplicabili. Meloni e Valditara lo sanno, ma hanno l’ansia di rincorrere Vannacci, che vorrebbe addirittura escludere i bambini con disabilità. Una cosa ignobile, una china molto pericolosa». Temete che per inseguire Vannacci il governo si sposti più a destra? «Più che un timore è una certezza: sta avvenendo su tutto, dalla scuola alla sicurezza. Meloni sa di aver fallito e tenta di correre ai ripari con messaggi e provvedimenti sempre più disperati. Non riesco a tagliare le accise come avevo promesso? Allora vi tolgo il bollo auto, ma solo per un anno perché si vota, coi soldi del Pnrr, o togliendo le risorse alla sanità regionale. Siamo all’improvvisazione: a problemi veri si danno le risposte più estemporanee e demagogiche». Tornando a casa vostra: secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere Conte batterebbe Schlein alle primarie. «Le primarie sono un’opzione e, nel caso, le vinceremo. Ma la cosa più importante è decidere insieme ed essere uniti il giorno dopo, perché l’avversario è a destra, non nel centrosinistra». Il Pd, eccezion fatta per la segretaria, sembra timoroso dei gazebo. «Smettiamola con questa storia. La nostra unica preoccupazione è costruire un’alleanza ampia e unita sull’alternativa programmatica da offrire agli italiani. Il dibattito sulle primarie è in questo momento inutile e stucchevole. Adesso è il tempo dei contenuti, poi verrà quello della leadership». Se andate al governo farete tabula rasa delle leggi di Giorgia Meloni? «Ci sarà poco da cancellare perché di questi quattro anni nessuno ricorda una riforma vera, degna di questo nome. Al contrario, se vinceremo ci sarà molto da fare perché sono stati anni in cui l’Italia si è fermata, mentre altri sono andati avanti». Non pensate che Conte abbia lanciato un’Opa sul vostro elettorato? «L’unica Opa che serve è quella verso gli elettori sfiduciati. C’è il rischio che molti cittadini, delusi dalla destra, stiano a casa o diano un voto rabbioso a Vannacci. Il nostro timore e il nostro impegno vanno concentrati lì».
Bonaccini: «È l’ora di unirsi su pochi temi chiari. E siamo tutti per il sostegno a Kiev. Le primarie? Se si faranno le vinceremo»
Stefano Bonaccini, da oggi ogni momento è buono per aprire il tavolo del programma , che aspettate? «Si, è il momento di partire a costruire l’alternativa, poche e chiare proposte per fare uscire l’Italia dal declino economico e sociale a cui ci sta condannando il governo Meloni. Il Paese sta molto peggio rispetto a quattro anni fa: meno investimenti, meno crescita, meno redditi e meno sicurezza. Le uniche cose cresciute sono le bollette energetiche, la benzina e le liste d’attesa per curarsi». Il M5S ha votato il suo programma , ma il Pd non lo ha ancora presentato… «Il Pd ha elaborato proposte in materia di energia e sanità, di casa e di lavoro. Potrei continuare: metteremo sul tavolo i nostri contenuti e li confronteremo con quelli degli altri. Ma questo è il tempo di unire le proposte su pochi punti importanti e chiari, che diano il senso di una svolta profonda per tornare a crescere e ridare fiducia agli italiani». Sull’Ucraina troverete un’ambigua formula lessicale dove scompare il termine militare? «Questa è un’obiezione che capirei se fosse fatta alla destra, dove Salvini tifa Putin e Meloni invia armi. Per tacere, nel caso, di Vannacci. Nel centrosinistra nessuno spalleggia la Russia, tutti riconoscono che c’è un aggressore e c’è un aggredito, tutti pensano che occorra sostenere l’Ucraina e che serva aprire una forte iniziativa diplomatica, perché non sarà l’ultima bomba che cade a portare la pace. Avremo anche dei distinguo sulle forme di sostegno, ma nessuno lavora per la Russia ». Andando in casa altrui. Cosa pensa della stretta di Giorgia Meloni sugli studenti stranieri? «Penso che Meloni faccia propaganda sulle spalle dei Comuni e delle scuole e faccia demagogia sulla pelle dei bambini e delle famiglie. In molte scuole esiste un problema di integrazione: lo si affronta investendo sui servizi di inclusione, di mediazione, di alfabetizzazione. E il governo cosa fa, invece? Toglie risorse alla scuola e ai Comuni, salvo poi fissare regole inapplicabili. Meloni e Valditara lo sanno, ma hanno l’ansia di rincorrere Vannacci, che vorrebbe addirittura escludere i bambini con disabilità. Una cosa ignobile, una china molto pericolosa». Temete che per inseguire Vannacci il governo si sposti più a destra? «Più che un timore è una certezza: sta avvenendo su tutto, dalla scuola alla sicurezza. Meloni sa di aver fallito e tenta di correre ai ripari con messaggi e provvedimenti sempre più disperati. Non riesco a tagliare le accise come avevo promesso? Allora vi tolgo il bollo auto, ma solo per un anno perché si vota, coi soldi del Pnrr, o togliendo le risorse alla sanità regionale. Siamo all’improvvisazione: a problemi veri si danno le risposte più estemporanee e demagogiche». Tornando a casa vostra: secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere Conte batterebbe Schlein alle primarie. «Le primarie sono un’opzione e, nel caso, le vinceremo. Ma la cosa più importante è decidere insieme ed essere uniti il giorno dopo, perché l’avversario è a destra, non nel centrosinistra». Il Pd, eccezion fatta per la segretaria, sembra timoroso dei gazebo. «Smettiamola con questa storia. La nostra unica preoccupazione è costruire un’alleanza ampia e unita sull’alternativa programmatica da offrire agli italiani. Il dibattito sulle primarie è in questo momento inutile e stucchevole. Adesso è il tempo dei contenuti, poi verrà quello della leadership». Se andate al governo farete tabula rasa delle leggi di Giorgia Meloni? «Ci sarà poco da cancellare perché di questi quattro anni nessuno ricorda una riforma vera, degna di questo nome. Al contrario, se vinceremo ci sarà molto da fare perché sono stati anni in cui l’Italia si è fermata, mentre altri sono andati avanti». Non pensate che Conte abbia lanciato un’Opa sul vostro elettorato? «L’unica Opa che serve è quella verso gli elettori sfiduciati. C’è il rischio che molti cittadini, delusi dalla destra, stiano a casa o diano un voto rabbioso a Vannacci. Il nostro timore e il nostro impegno vanno concentrati lì».

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