Lady di ferro nelle aule di tribunale, tra una causa e l’altra. Ma Annamaria Bernardini de Pace, l’avvocato divorzista più celebre d’Italia , oggi anche giudice della trasmissione Forum, è soprattutto una donna libera, che sceglie di non ancorarsi a schemi e preconcetti. Ha appreso il valore della ribellione da suo padre, pretore leccese, per poi trasmetterlo alle due figlie e ai suoi nipoti. Nelle sue giornate concitate l’avvocato 78enne, i cui studi hanno sede in tutta Italia , intraprende un viaggio nei ricordi e nelle riflessioni più profonde attraverso la sua prima autobiografia romanzata: "Sentimenti e sentenze. Auto biografia di false verità" (Bdp editore) . In questi giorni è in Puglia per un giro di presentazioni che si conclude oggi a Fasano (Canne Bianche Hotel, ore 19, nell’ambito di «LibriAmo... tra gli ulivi»). Avvocato, nelle sue giornate così piene e impegnate com’è stato riavvolgere il nastro del suo vissuto? «Il nastro è sempre stato molto aperto, non ho avuto bisogno di riavvolgerlo. Ho fatto come si usa adesso: si scrolla sui social, si girano i post. E io ho fatto lo stesso con la mia vita. L’ho scrollata, scrivendo questo libro tra un impegno e l’altro». Quindi ha un rapporto sereno con i ricordi? «Sì, ho una fortuna incredibile. Dimentico le cose brutte e ricordo solo quelle belle. Non ho una memoria selettiva, ma protettiva. Mi proteggo perché non voglio essere cattiva né avere rancore». Però ci sono state persone che l’hanno delusa? «Sì, certo. Nei miei studi sono passati più di 400 allievi. Scelgo i miei collaboratori solo per merito. Ma alcuni sono stati tremendi perché si sono portati via soldi e anche clienti, a testa bassa. Non mi riferisco a chi se n’è andato con schiettezza per una sana voglia di autonomia, ma a chi mi ha tradita, cercando di accaparrarsi clienti in segreto. Ma peggio per loro: a me hanno tolto soldi, loro si sono tolti l’onore e i ricordi belli, tutto». Lei stessa scrive che “il tradimento implica la condanna a morte del traditore”. «Sì, più volte sono stata tradita sia dai miei fidanzati sia dai miei collaboratori. Ma anche da persone che ho aiutato e che per me ormai non esistono più. Riguardo al tradimento nelle coppie, invece, ai miei clienti dico sempre che è di due tipi. Quello per apprezzare sé stessi, senza valorizzare l’altro, quindi narcisistico. E poi c’è il tradimento per legittima difesa. Pensiamo alle mogli o ai mariti infelici, che subiscono l’indifferenza totale o la violenza psicologica dell’altro. Alla fine tradiscono per riprendersi un pezzo di vita». E lei di battaglie, su questo fronte, ne ha fatte tante. «Sì, e in ogni battaglia che ho fatto mai mi sono irrigidita negli schemi politici. Infatti, non mi reputo né di destra né di sinistra. Sono semplicemente anarchica. Da mio padre, pugliese come mia madre, ho imparato il valore della ribellione». Suo padre lasciò la magistratura negli anni ’60 e lei ha scritto che l’involuzione della magistratura di oggi non gli sarebbe piaciuta. «Sì, confermo. Credo che mio padre sarebbe molto in imbarazzo di fronte a certi giudici di oggi. Ci sono anche quelli bravi, straordinari, ma sono pochi. Lei pensi al giudice che ha scarcerato a Torino il 42enne che ha molestato una 13enne entrata nel suo negozio, perché si è detto dispiaciuto. Allora se tutti coloro che commettono reati poi se ne dispiacciono, li scarceriamo tutti? Il brutto di oggi è che chi è a sinistra pensa sempre a sinistra, non è in grado di avere un pensiero libero, e viceversa. Di me stessa, delle mie figlie e delle persone intelligenti che conosco mi piace la capacità di pensare da liberi. Io non sono di destra ma sono contraria all’aborto, non sono neanche di sinistra ma amo Che Guevara». La sua libertà di pensiero è la stessa che la porta a disinteressarsi delle critiche. «Le considero solo se apprezzo la persona che mi sta criticando. Ma in ogni caso apprezzo la schiettezza e la verità». Se dovesse ricevere parole, messaggi, audio artefatti con l’intelligenza artificiale? «L’intelligenza artificiale comporta vari rischi. Diciamo che all’intelligenza artificiale preferisco l’idiozia naturale».
Benardini de Pace: «Ho avuto 400 allievi, c’è chi è andato via con soldi e clienti. Nelle coppie due tipi di tradimenti»
Lady di ferro nelle aule di tribunale, tra una causa e l’altra. Ma Annamaria Bernardini de Pace, l’avvocato divorzista più celebre d’Italia , oggi anche giudice della trasmissione Forum, è soprattutto una donna libera, che sceglie di non ancorarsi a schemi e preconcetti. Ha appreso il valore della ribellione da suo padre, pretore leccese, per poi trasmetterlo alle due figlie e ai suoi nipoti. Nelle sue giornate concitate l’avvocato 78enne, i cui studi hanno sede in tutta Italia , intraprende un viaggio nei ricordi e nelle riflessioni più profonde attraverso la sua prima autobiografia romanzata: "Sentimenti e sentenze. Auto biografia di false verità" (Bdp editore) . In questi giorni è in Puglia per un giro di presentazioni che si conclude oggi a Fasano (Canne Bianche Hotel, ore 19, nell’ambito di «LibriAmo... tra gli ulivi»). Avvocato, nelle sue giornate così piene e impegnate com’è stato riavvolgere il nastro del suo vissuto? «Il nastro è sempre stato molto aperto, non ho avuto bisogno di riavvolgerlo. Ho fatto come si usa adesso: si scrolla sui social, si girano i post. E io ho fatto lo stesso con la mia vita. L’ho scrollata, scrivendo questo libro tra un impegno e l’altro». Quindi ha un rapporto sereno con i ricordi? «Sì, ho una fortuna incredibile. Dimentico le cose brutte e ricordo solo quelle belle. Non ho una memoria selettiva, ma protettiva. Mi proteggo perché non voglio essere cattiva né avere rancore». Però ci sono state persone che l’hanno delusa? «Sì, certo. Nei miei studi sono passati più di 400 allievi. Scelgo i miei collaboratori solo per merito. Ma alcuni sono stati tremendi perché si sono portati via soldi e anche clienti, a testa bassa. Non mi riferisco a chi se n’è andato con schiettezza per una sana voglia di autonomia, ma a chi mi ha tradita, cercando di accaparrarsi clienti in segreto. Ma peggio per loro: a me hanno tolto soldi, loro si sono tolti l’onore e i ricordi belli, tutto». Lei stessa scrive che “il tradimento implica la condanna a morte del traditore”. «Sì, più volte sono stata tradita sia dai miei fidanzati sia dai miei collaboratori. Ma anche da persone che ho aiutato e che per me ormai non esistono più. Riguardo al tradimento nelle coppie, invece, ai miei clienti dico sempre che è di due tipi. Quello per apprezzare sé stessi, senza valorizzare l’altro, quindi narcisistico. E poi c’è il tradimento per legittima difesa. Pensiamo alle mogli o ai mariti infelici, che subiscono l’indifferenza totale o la violenza psicologica dell’altro. Alla fine tradiscono per riprendersi un pezzo di vita». E lei di battaglie, su questo fronte, ne ha fatte tante. «Sì, e in ogni battaglia che ho fatto mai mi sono irrigidita negli schemi politici. Infatti, non mi reputo né di destra né di sinistra. Sono semplicemente anarchica. Da mio padre, pugliese come mia madre, ho imparato il valore della ribellione». Suo padre lasciò la magistratura negli anni ’60 e lei ha scritto che l’involuzione della magistratura di oggi non gli sarebbe piaciuta. «Sì, confermo. Credo che mio padre sarebbe molto in imbarazzo di fronte a certi giudici di oggi. Ci sono anche quelli bravi, straordinari, ma sono pochi. Lei pensi al giudice che ha scarcerato a Torino il 42enne che ha molestato una 13enne entrata nel suo negozio, perché si è detto dispiaciuto. Allora se tutti coloro che commettono reati poi se ne dispiacciono, li scarceriamo tutti? Il brutto di oggi è che chi è a sinistra pensa sempre a sinistra, non è in grado di avere un pensiero libero, e viceversa. Di me stessa, delle mie figlie e delle persone intelligenti che conosco mi piace la capacità di pensare da liberi. Io non sono di destra ma sono contraria all’aborto, non sono neanche di sinistra ma amo Che Guevara». La sua libertà di pensiero è la stessa che la porta a disinteressarsi delle critiche. «Le considero solo se apprezzo la persona che mi sta criticando. Ma in ogni caso apprezzo la schiettezza e la verità». Se dovesse ricevere parole, messaggi, audio artefatti con l’intelligenza artificiale? «L’intelligenza artificiale comporta vari rischi. Diciamo che all’intelligenza artificiale preferisco l’idiozia naturale».

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